L’età della Plastica

La “Plastica” è un materiale organico composto da elementi chimici che contengono carbonio. Questi componenti sono legati tra di loro da molecole conosciute come polimeri. Generalmente, quando si pensa a polimeri si pensa a componenti ad alta tecnologia, ma in realtà questi componenti naturali sono presenti in natura in diverse forme da un’eternità.

La parola “plastica” deriva dal Greco (πλαστικός) plastikos and letteralmente significa in grado di essere modellata o stampata.
La linfa che si ricava dalla corteccia degli alberi di caucciù, contiene polimeri naturali. Tutte le piante contengono cellulosa, la cellulosa è un polimero a base di carboidrati. Proteine contenute nelle uova e sangue contengono polimeri naturali.

Quando oggi pensiamo alla plastica in generale, si pensa a materiali sintetici. Il primo polimero creato in laboratorio risale agli inizi del 1800, quando l’inventore John Wesley Hyatt creò il primo materiale celluloide sperimentando col cottone. Il motivo principale di questa invenzione era quello di rimpiazzare l’uso di avorio, che aveva decimato la popolazione degli elefanti. Infatti, l’avorio era utilizzato estesamente, dalla struttura portante dei corsetti ai tasti del piano, palle da bigliardo e molto altro.

Dal successo della prima celluloide, segui lo sviluppo di altri materiali come la “Bachelite” conosciuta anche come “polyoxybenzylmethylenglycolanhydride” il primo materiale termoindurente.
Il continuo sviluppo di polimeri giunge all’apice con l’invenzione del Nylon (poliammide) nel 1935 da parte del colosso chimico DuPont. Questo nuovo prodotto è stato il catalizzatore ed il materiale che ha rivoluzionato tutti i tipi di industri. DuPont presentò per la prima volta sul mercato mondiale alla fiera mondiale di New York questo nuovo materiale presentato come un prodotto tessile. L’inventore del Nylon, Wallace Carothers era riuscito a produrre un materiale incredibilmente versatile, leggero, economico, resistente al calore, resistente alla muffa ma anche ad abrasioni. Questo materiale in breve cambio il mondo e diede inizio ad una miriade di industrie, creando un’enormità di posti di lavoro.

La famiglia dei polimerici e si suddivide in tre principali classificazioni: termoplastici(usati anche per protesi flessibili), termoindurenti ed elastomeri.
Dental Flex Italia durante gli anni di sperimentazioni e scoperta dei vari materiali, ha sempre ritenuto che la poliammide sia il materiale più performante per la produzione di protesi flessibili.

Ci sono tanti varianti di poliammide tutti con varie caratteristiche. I materiali Viva Flex Partlias® usati per lo sviluppo di protesi flessibili, tengono conto di fattori essenziali per quanto riguarda l’estetica, la resistenza alla flessione, la facilità di elaborazione, il tipo di struttura del materiale, la longevità, la biocompatibilità, le colorazioni e tanti altri elementi.

L’insieme di questi ed atri elementi, gioca parte fondamentale la decennale esperienza nel settore, che ha consentito a Dental Flex Italia di creare un prodotto con caratteristiche uniche, applicando il genio e la scoperta di Wallace Carothers ai dispositivi dentali.

Dental Flex Italia non è stata la prima azienda ad introdurre protesi flessibili, ne sarà l’ultima. La continua e veloce evoluzione di materiali termoplastici e le sue applicazioni sono in continuo miglioramento, riuscire a creare un prodotto con caratteristiche che soddisfino tecnici, medici e soprattutto pazienti è un’impresa ardua. Il riscontro degli utenti è il solo metro di valutazione che l’azienda prende in serie considerazione e permette una continua evoluzione.